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L'idolatria finanziaria

Prezzo di vendita: 19,90 €
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Questo potere distruttivo che minaccia il mondo è, appunto, quello del capitale volatile, ossia del capitale finanziario, per sua natura tendente all’autoreferenzialità – leggasi al profitto usuraico da interesse monetario smodato – e per questo motivo, trasformatosi, da iniziale strumento a servizio dell’economia reale e produttiva in un potere nichilista che annienta l’essere umano.
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TITOLO: L'idolatria finanziaria

SOTTOTITOLO: O del culto di Mammona

AUTORE: Luigi Copertino

PRESENTAZIONE: 

A partire dagli anni ’80 del XX secolo, la critica neoliberista nella sua forma monetarista (Milton Friedman che riprendeva le critiche della scuola di Vienna, Hayek e Mises: a Vienna la massoneria liberale ha sempre avuto un certo peso, anche in età asburgica), mettendo in discussione il keynesismo, accusato di provocare inflazione con l’eccesso della spesa pubblica ottenibile dalla monetizzazione gratuita dei fabbisogni finanziari statali, ha fatto breccia nella cultura dominante e nella politica. Il cambio del paradigma culturale in favore del monetarismo si tradusse, gradualmente, nell’indipendenza delle Banche Centrali dai governi proprio mentre, al contempo, si liberalizzavano i mercati finanziari attraverso l’abrogazione di una serie di regole antispeculazione istituite sin dagli anni ’30. Questa svolta, un vero suicidio per gli Stati nazionali, ha costretto i governi, per procacciarsi i fabbisogni finanziari, a chiedere prestiti esclusivamente ai mercati finanziari medesimi (leggasi: grandi banche transnazionali, tipo Goldman Sachs, e fondi di investimento o hedge funds). Con il risultato di ridurre gli Stati a vittime dell’usurocrazia globale.

Infatti, a causa dell’indipendenza delle Banche Centrali che non sostengono più monetariamente gli Stati, il debito pubblico è schizzato alle stelle non tanto per l’accrescimento delle funzioni pubbliche dello Stato sociale quanto piuttosto per il “vincolo da interesse esterno” ossia per l’aumento esponenziale degli interessi che gli Stati devono pagare ai “mercati”, laddove prima, quando le Banche Centrali monetizzavano il debito pubblico, tali interessi non erano affatto elevati ed oltretutto erano quelli che lo Stato doveva ad una Banca Centrale che comunque rimaneva, anche laddove non era nazionalizzata, nell’orbita del “pubblico”, rendendo il debito se non addirittura fittizio certamente sostenibile.

L’Italia offre, di questa catastrofica svolta epocale, un esempio eccellente. 

INDICE:

  • Capitolo I - Il capitale «volatile» ovvero del nichilismo finanziario
  • Capitolo II - Scenari di inizio millennio
  • Capitolo III - Debito e globalizzazione
  • Capitolo IV - Il mistero d’iniquità finanziario
  • Capitolo V - La babele globalista
  • Capitolo VI - Weimar: una tragedia da deflazione
  • Capitolo VII - Dagli Stati Uniti all’Europa. Ezra Pound tra eredità americana, fascismi e Cattolicesimo
  • Capitolo VIII - Moneta e popolo tra America ed Europa
  • Capitolo IX - L’Occidente, la moneta, il nulla

PAGINE 680 formato A5

© 2016 Edizioni Radio Spada

ISBN 9788898766284

PREZZO: € 19,90 + spese di spedizione

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