Processo al liberismo

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Liberismo o liberalismo? Esiste un liberismo cattolico? Sono reali le "liaisons dangereuses" tra liberismo e comunismo? Viviamo nel migliore dei mondi possibili? Un libro polemico che mette a nudo tutte le incongruenze di un sistema autoreferenziale.
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TITOLO: Processo al liberismo

SOTTOTITOLO: in quattro saggi

AUTORE: Andrea Cavalleri

PREFAZIONE: Lorenzo Roselli

POSTFAZIONE: Pietro Ferrari

PRESENTAZIONE:

"Processo al liberismo è un testo che occorreva scrivere e pubblicare.
Occorreva perché da tempo nel mondo cattolico, in specie quello conservatore, si leggono tesi socio-economiche a dir poco ardimentose (e sia chiaro che ci limitiamo a definirle così per mera galanteria), progenie diretta di altrettanto discutibili rielaborazioni storiche, che fanno svolgere al Cattolicesimo politico un ruolo di gendarmeria di un sistema economico con cui questo non ha mai avuto nulla a che spartire." (dalla prefazione di Lorenzo Roselli)

"In primo luogo il libero mercato è process-oriented [...]. Ciò significa che lo scopo del mercato è interno a se stesso, le (poche) regole che vigono non hanno altro fine che facilitare le operazioni del mercato stesso.
Questa caratteristica evidenzia l’anarchia economico-liberista rispetto agli altri ordini della società (politico e religioso) con una destrutturazione dell’organismo della pòlis che dovrebbe vivere grazie al contributo armonioso di tutte le sue componenti. Particolarmente raccapricciante è l’assenza di scopi superiori all’attività del mercato, ad esempio il benessere delle persone, in vista del quale il mercato stesso è sorto. I liberisti considerano dannosi i vincoli esterni al mercato, anche se imposti per il benessere delle persone.
Una seconda caratteristica consiste nell’individualismo estremo dell’attività economica liberista. Sempre a detta dei liberisti, l’egoismo individuale è il miglior stimolo per l’efficienza del mercato, tenendo conto che la concorrenza avrebbe il potere di indirizzare l’individualismo ad un risultato complessivamente vantaggioso. [...] [Eppure] Il fondamento stesso dell’economia è la divisione del lavoro e questo implica che l’economia sia necessariamente, se non proprio socialista, per lo meno un’attività sociale e non individuale. L’individualismo, al contrario, mina il concetto di squadra, cioè di lavoro collettivo e collaborativo e alla lunga conduce alla perdita della divisione del lavoro e quindi alla povertà.
Terza caratteristica, sempre affermata dai liberisti stessi, è il trade-off tra equità ed efficienza: tanto più sarà efficiente il mercato tanto meno sarà equo e viceversa. Qui si capisce a chi sta a cuore la dottrina liberista: se, privo di leggi, il mercato diventa un mare in cui il pesce grosso mangia il pesce piccolo, sarà lo squalo a preoccuparsi di avere sempre accesso ad ogni zona di caccia. La tanto vantata “efficienza” che il libero mercato produce, va a vantaggio quasi esclusivo dei pesci grossi, come si nota dallo spaventoso e sempre crescente divario di possessi tra le sparute minoranze più ricche e le immense folle più povere. [...]

Ma è vero che in tanta licenza liberista si sviluppa la mala pianta della tirannia? Fanno luce i due premi Nobel per l’economia, 1972 e 1998. Il teorema dell’impossibilità di Arrow afferma che, dati certi requisiti coerenti con l’etica liberale (individualista e utilitarista), non è possibile determinare un sistema di votazione che preservi le scelte sociali. Successivamente, Amartya Sen ha dimostrato che, in uno stato che voglia far rispettare contemporaneamente efficienza paretiana e libertà, possono crearsi delle situazioni in cui al più un individuo ha garanzia dei suoi diritti. Le scelte sociali non sono garantite, ma un unico individuo potrebbe avvalersi di tutti i suoi diritti: come la si può chiamare? Ai liberisti la risposta." (L'Autore)

"Ormai l’utopia liberista è stata soppiantata dal ben più realistico Ordoliberalismo tedesco, che invece riconosce alla politica il ruolo di ben organizzare l’economia, sancendo però il principio dell’indipendenza della Banca Centrale e del suo fine precipuo nell’impedire anche la più tenue inflazione. Paradossalmente, il nuovo e grigio Ordoliberalismo che ha informato la struttura giuridica ed economica dell’Unione Europea, fa quasi rimpiangere quella libera fluttuazione dei tassi di cambio nel mercato monetario che davano flessibilità alle politiche di compensazione nella bilancia dei pagamenti." (dalla postfazione di Pietro Ferrari) 

 

INDICE:

Prefazione di Lorenzo Roselli
Il liberismo alla sbarra: le miserie di un vecchio
(e taciuto) avversario del Cattolicesimo

p. 7

Introduzione

p. 19

Prima parte
La filosofia economica della miseria

p. 23

Seconda parte
Gli equivoci del “liberismo cattolico”

p. 87

Terza parte
“Liber-Comunismo”: o della liaison dangereuse
tra liberismo e marxismo

p. 103

Quarta parte
Il quadro della nostra anti-civiltà liberale

p. 125

Postfazione di Pietro Ferrari
L’ideologia dei vincitori

p. 135

PAGINE 152 formato 15 cm x 21 cm

© 2020 Edizioni Radio Spada

ISBN 9788898766567

PREZZO: € 14,00 + spese di spedizione

 

 

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